Sopravvivenza programmata

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Valentino Catricalà e Domenico Quaranta (a cura di), SOPRAVVIVENZA PROGRAMMATA. Etiche e pratiche di conservazione, dall’arte cinetica alla Net Art, Edizioni Kappabit, Roma 2020. Brossura cucita, 350 pagine, ISBN 9788894361803

SOPRAVVIVENZA PROGRAMMATA. Etiche e pratiche di conservazione, dall’arte cinetica alla Net Art è un volume che ho curato con Valentino Catricalà, raccogliendo contributi di Laura Barreca, Laura Calvi, Valentino Catricalà, Alice Devecchi, Roberto Dipasquale, Ben Fino-Radin, Marialaura Ghidini, Oliver Grau, Jon Ippolito, Laura Leuzzi, Rafael Lozano-Hemmer, Alessandro Ludovico, Dorcas Müller, Stephen Partridge, Domenico Quaranta, Iolanda Ratti, Cosetta G. Saba, Domenico Scudero, Azalea Seratoni, Elaine Shemilt, Gaby Wijers. Già disponibile sul sito dell’editore, lo potrete trovare presto nelle migliori e peggiori librerie.

Sopravvivenza programmata è il tentativo, unico nella sua completezza nell’editoria italiana, di affrontare il nodo cruciale del rapporto “arte e tecnologia” dal punto di vista della conservazione, nella complessità delle sue articolazioni e nel suo sviluppo diacronico. Attraverso contributi ormai classici o redatti per l’occasione, il volume articola le teorie, le etiche e le pratiche della conservazione delle opere d’arte quando applicata a media effimeri, time-based, vincolati a tecnologie soggette a obsolescenza programmata e a infrastrutture dal ritmo evolutivo incessante.

Dall’arte cinetica al video, dall’installazione interattiva alla Net Art, dalle collezioni agli archivi, si sollevano quesiti quali: cosa significa conservare? Chi ne è responsabile? Quali sfide devono affrontare i musei di arte contemporanea? Come si può programmare la durata?

Media, New Media, Postmedia disponibile anche come ebook

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A dieci anni esatti dalla sua prima edizione, Media, New Media, Postmedia, la versione italiana di Beyond New Media Art, è ora disponibile anche come ebook alla metà del prezzo della versione cartacea. Il libro italiano, pubblicato nel 2010 da Postmedia Books, è stato oggetto di una riedizione nel 2018. Ora potete leggerlo anche in digitale, in formato Kindle e epub.

“Nel corso degli ultimi decenni, un complesso corpo di lavori è andato sviluppandosi all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia. Negli anni Novanta, con la crescente accessibilità delle nuove tecnologie e lo sviluppo della cultura digitale, questa ricerca è esplosa, conquistando una massa critica di artisti e dando vita a festival, centri d’arte specializzati e a un’intensa attività editoriale e pubblicistica. Nasce la New Media Art. Ma nonostante questa espansione, la New Media Art non è stata in grado di conquistare il mondo dell’arte contemporanea. A che cosa si deve tale scollamento di tradizioni? Perché la critica d’arte ufficiale stenta a integrare la New Media Art nella sua lettura del contemporaneo? Perché il mercato dell’arte fatica ad accogliere software, computer e rete come mezzi artistici? Perché molti artisti rifuggono l’etichetta di New Media Art mentre altri vi si rifugiano, esaltando la sua distanza dall’arte contemporanea? Media, New Media, Postmedia è il primo saggio che tenta di dare, a queste domande, una risposta organica: ripercorrendo le ragioni storiche dell’isolamento della New Media Art, e spiegando perché oggi, in un’era ormai pienamente postdigitale e postmediale, questo isolamento non abbia più senso di esistere.”

Media, New Media, Postmedia. Introduzione alla seconda edizione

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Cover image: Jon Rafman, Tokyo Red Eye (massage chair), 2015. Photo: Thierry Bal. Image courtesy of the artist

Media, New Media, Postmedia è stato scritto tra il 2008 e il 2010, per aiutare prima di tutto me stesso, l’autore, a venire a capo di quello strano conflitto tra mondi dell’arte di cui facevo, e faccio tutt’oggi esperienza quotidianamente, nel mio lavoro di docente, critico e curatore; per metterne a fuoco e spiegarne le dinamiche e le motivazioni profonde, per studiarne e illustrarne gli sviluppi storici, e per indicare una via d’uscita possibile. I mondi dell’arte a cui faccio riferimento sono il mondo dell’arte contemporanea “mainstream”, con la sua popolazione di artisti e professionisti e il suo paesaggio di musei, gallerie, biennali, premi, fiere, riviste; e il mondo della cosiddetta New Media Art, messo a punto tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta del Novecento per ospitare, sostenere, nutrire, discutere, valorizzare e conservare la sperimentazione artistica con le nuove tecnologie in una fase storica in cui queste ricerche erano, con poche eccezioni, ignorate dal mondo dell’arte. Il conflitto è, ovviamente, quello relativo al posizionamento di queste pratiche artistiche, in un momento — la svolta di Millennio — in cui, complice l’esplosione della rivoluzione digitale, il mondo dell’arte ha cominciato finalmente a riconoscerne la rilevanza e l’urgenza culturale.

Review: Joseph Nechvatal

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French artist and critic Joseph Nechvatal just posted in “On Verge” a long, extensive review of Beyond New Media Art, described as “particularly topical and noteworthy, as it is very much in the current inclination to formally re-evaluate contemporary art in terms of a developing post-media understanding.” Mixing appraisal and criticism, Nechvatal offers an insightful reading, connecting the book to more recent developments in the ongoing contemporary art vs new media debate. Check it out!

Beyond New Media Art

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Link Editions is proud to announce the release of “Beyond New Media Art”, by Domenico Quaranta.“Beyond New Media Art” is the revised, updated version of a book first published in Italian with the title “Media, New Media, Postmedia” (Postmedia Books, Milan 2010). Through the circulation of excerpts, reviews and interviews, the book produced some debate outside of Italy, which persuaded the author to release, three years later, this English translation.

“Beyond New Media Art” is an attempt to analyze the current positioning of so-called New Media Art in the wider field of contemporary arts, and to explore the historical, sociological and conceptual reasons for its marginal position and under-recognition in recent art history. On the other hand, this book is also an attempt to suggest new critical and curatorial strategies to turn this marginalization into a thing of the past, and to stress the topicality of art addressing the media and the issues of the information age.

From the book’s preface: “So what is New Media Art? What does this term really describe? And what has occasioned the schism between this term and the art scene it is supposed to describe? And lastly, what accounts for the limited presence in critical debate of an artistic practice that appears to have all the credentials for representing an era in which digital media are powerfully reshaping the political, economic, social and cultural organization of the world we live in?”

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