“A ten years old optimistic take on the internet may look childish in a post Snowden society.” Interview by Pina Gabrijan

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Some days ago, Slovenian writer Pina Gabrijan sent me a few questions for an article about Aksioma‘s series of conferences and seminars Tactics & Practice, that have been taking place for ten years. It was a good chance to discuss about time and technologies, the recent history of digital culture and media art, automation and hyperemployment, and of course NFTs. The article is now online in Slovenian, and the English Q & A is available below.

Automate all the Things! at the Academy of Fine Arts and Design of the University of Ljubljana and Moderna galerija, Ljubljana, January 14–15, 2020. Photo: Domen Pal / Aksioma

Surfing con Satoshi. Arte, blockchain e NFT

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(Italian below) I’m happy to announce that my latest book, Surfing con Satoshi. Arte, blockchain e NFT (Postmedia Books, 2021) is now available in Italian on Amazon with a pre-sale discount, and will be soon available in bookstores. Non-Italian readers may have to wait a bit for an English version, but hopefully they may enjoy a few materials I made available on this website: a short English abstract, a translated index of the book, and a complete bibliography with hyperlinks. Now, let’s switch to Italian…

Photo Lorenzo Oggiano, via Twitter

È uscito in questi giorni, per i tipi di Postmedia Books, la mia ultima fatica editoriale! Surfing con Satoshi. Arte, blockchain e NFT (Postmedia Books, Milano 2021, 250 pagine 87 illustrazioni, formato 220 x 140mm, ISBN 9788874903030), ora disponibile con sconto pre-stampa su Amazon e presto in libreria, è per me un libro speciale: il mio terzo (dopo Net Art 1994 – 1998. La vicenda di Ada’web, 2004 e Media, New Media, Postmedia, 2010) e secondo con lo stesso editore, nasce nel bel mezzo di un dibattito tumultuoso a cui auspica di contribuire senza avere la pretesa di chiuderlo, e cerca di rispondere a domande come: cosa ha a che fare l’arte con la blockchain? Ha senso parlare di “Crypto Art”? Che cosa la definisce, a parte il modo in cui viene scambiata? Che cosa c’è in questo mondo, oltre alla speculazione? Come è possibile attribuire il carattere dell’unicità a un file digitale infinitamente riproducibile? La promessa di disintermediazione della blockchain distruggerà il mondo dell’arte come siamo abituati a conoscerlo? Come sta reagendo quest’ultimo? Gli NFT sono un’opportunità o una truffa ai danni degli artisti? Chi sono i collezionisti disposti a pagare milioni per un certificato di autenticità, e perché lo fanno? Perché le arti visive sembrano aver acquisito un ruolo tanto centrale nell’economia delle criptovalute?

In questa pagina ho raccolto un po’ di materiali e link che possono essere utili a chi sia curioso ma non ancora sicuro che valga la spesa. Per chi lo sta leggendo ma è arrabbiato perché i link non funzionano sulla carta, o per chi voglia fare un po’ di ricerca per conto suo, ho condiviso anche la bibliografia completa.

Studio Visit: all six works now available on 5e.centre.ch!

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With the upload of Eva and Franco Mattes‘ contribution, Studio Visit – my curatorial project for the Centre d’Art Contemporain Genève online platform, the 5th Floor – is now complete. Following the link above, you can now enjoy 6 newly commissioned videos by Lu YangJames BridlePetra CortrightOliver LaricAria Dean and Eva & Franco Mattes, sharing with us the intimacy of their desktop studio while they work. 
Studio Visit invites artists to allow us access to their desktop studio and their working process. In Studio Visit, the desktop studio is shown off as the real space where an artist’s practice manifests. The focus is both on its furniture – files, tabs, programs – and on the artist at work – their favorite tools, their rhythm, their automatism, the way they find a balance between focus and distraction, between managing and creating, between online life and work. Thanks to the generosity and openness of the participating artists, through the project viewers can silently enjoy how Lu Yang gives shape to his imaginary worlds and fictional characters, how Bridle make research for their future projects, how  Laric investigates the circulation and dispersion of his own iconography; they can attend the genesis of Cortright’s digital paintings as well as see how drawing, reading and collaborating with external producers intermingle in Dean’s practice. 

Let Me Feel You Streaming

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Let Me Feel You Streaming

A cura di: Michela De Carlo, Domenico Quaranta

Location: online, parte della programmazione della Milano Digital Week

Quando: 17 – 21 marzo 2021

Artisti partecipanti: Cristina Angeloro, Martina Ferrario, Christina G. Hadley, Marco Ginex, Carla Rossi, Laura Tura (Accademia di Brera) e Lisa Buffagni, Noemi Capoccia, Maria Chiara Gagliardi, Ariele Giari, Fabio Ronchieri (Accademia di Carrara).

Nel corso dell’ultimo anno, la città è diventata soprattutto una città di case. In maniera crescente, percepiamo lo spazio pubblico come lo spazio in cui siamo costretti a indossare la mascherina, a fare la fila, a mantenere le distanze. Ci scambiamo sorrisi imbarazzati mentre ci diamo goffamente di gomito, ed è, a seconda dei casi, con imbarazzo, preoccupazione o astio che guardiamo l’altro quando si avvicina troppo, quando non porta la maschera, quando ci tocca. Lo spazio pubblico è diventato il luogo del non si può, sottolineato da opportuni indicatori visivi: percorsi tracciati al suolo, nastri attorno a fontane e panchine, cartelli “seduta non utilizzabile”, “non più di due persone alla volta”, ecc. La socialità è diventata assembramento, il tatto il più dileggiato dei sensi.

Hyper-Employment, dalla rivoluzione delle nostre vite a una prospettiva post-capitalistica?

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“Sono un critico e curatore di arte contemporanea, non un filosofo, uno storico, un sociologo, un economista né tanto meno un profeta. Se Hyper-employment ti ha suggerito che possa esprimere una opinione autorevole su questioni di questo tipo, è perché mi sono lasciato condurre per mano da alcuni artisti che amo, ho fatto mia la loro analisi del mondo contemporaneo, mi sono interrogato sulle loro visioni di futuro. Lo dico non tanto per deresponsabilizzarmi da quello che dico, quanto per sottolineare un fatto per me importante: il ruolo cruciale delle arti e degli artisti, mai come oggi “utili” a generare comprensione della complessità del presente e a concretizzare specifiche idee di futuro. ”

Federico Di Vita mi ha intervistato su Hyperemployment per Elle Decor. Qui l’intervista integrale, che affronta questioni come l’impatto delle tecnologie sulla nostra quotidianità, automazione e fine del lavoro, arte e cultura hacker, il rapporto con la casa, la fine del tempo libero…

Two new studio visits available at 5e.centre.ch!

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In this video, James Bridle carries out research into an upcoming expedition to Uzbekistan, reading papers, watching maps, writing emails and reviewing data about bird flights.
James Bridle is a writer and artist working across technologies and disciplines. Their artworks have been commissioned by galleries and institutions and exhibited worldwide and on the internet. Their writing on literature, culture and networks has appeared in magazines and newspapers including Wired, the Atlantic, the New Statesman, the Guardian, and the Observer. New Dark Age, their book about technology, knowledge, and the end of the future, was published by Verso (UK & US) in 2018, and they wrote and presented New Ways of Seeing for BBC Radio 4 in 2019.

Petra Cortright takes us along a half an hour session of digital painting, generating colorful still lifes out of two prepared .psd files with dozens of layers, running automated scripts and doing some manual editing.
Petra Cortright is a contemporary artist whose multifaceted artistic practice stems from creating and manipulating digital files. Cortright’s digitally-conceived artworks physically exist in many forms – printed onto archival surfaces, projected onto existing architecture, or mechanically carved from stone. A notable member of what became known as the ‘Post Internet’ art movement of the mid-to-late-2000s with her YouTube videos and online exhibitions, Cortright later began to laboriously craft digital paintings by creating layer upon layer of manipulated images in Photoshop which she then rendered onto materials such as aluminum, linen, paper, and acrylic sheets. Cortright’s role as an artist is a blend of painter, graphic designer, editor, and producer; culminating in a singular artistic reflection of contemporary visual culture.

Il computer come studio d’artista. Valentina Tanni su Studio Visit

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“Oggi… computer e smartphone sono presenze ubique e centrali nelle vite di gran parte della popolazione; sono allo stesso tempo strumenti di lavoro, apprendimento, creazione, intrattenimento e comunicazione interpersonale. In questo quadro, naturalmente, non fanno eccezione gli artisti. E se tutti, indipendentemente dal medium d’elezione, si sono trovati a inserire una quota di screen-time nella routine quotidiana, per altri invece lo spazio dello schermo è diventato un prolungamento dello studio fisico, quando non la sua unica incarnazione. ” Valentina Tanni scrive di Studio Visit su Artribune, in un pezzo che include anche alcuni frammenti di un dialogo che abbiamo avuto via email. Lo includo in forma integrale qui sotto, a beneficio degli storici del futuro (❁´◡`❁)

Studio Visit – A curatorial project for the Centre d’Art Contemporain Genève

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Screenshot from Lu Yang’s Studio Visit. Courtesy the artist

I’m proud and happy to announce the launch of Studio Visit, my new curatorial project commissioned by the Centre d’Art Contemporain Genève for its online platform, the 5th Floor
Studio Visit invites artists to allow us an access to their desktop studio and their working process. “Why?” – you may wonder – “we haven’t seen but desktops along the last year; desktops with speaking faces in online classes, streaming conferences, TV programs; give us something real!” In Studio Visit, the desktop studio is shown off as the real space where an artist’s practice manifests. The focus is both on its furniture – files, tabs, programs – and on the artist at work – their favorite tools, their rhythm, their automatism, the way they find a balance between focus and distraction, between managing and creating, between online life and work. Half documentary, half performative, Studio Visit is a huge dive into an artist’s mind, and an effort to capture how artists are performing their daily routine in the here and now.

If Work Becomes Our Life. Interview on Domus

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Guido Segni, Demand Full Laziness, 2018 – 2023. Installation view, Hyperemployment, MGLC – International Centre of Graphic Arts, November 7, 2019 – January 19, 2020. Photo: Jaka Babnik. Archive: MGLC, Aksioma.

In this interview made by Bianca Felicori for Domus Magazine, we discuss about the evolution of work, the death of free time, the occupation of domestic space and other themes addressed in Hyperemployment, the book recently published by NERO as the final output of the Hyperemployment annual programme.

The interview is available in Italian as well. Here my favorite quote:

“If, right now, I’m doing this interview instead of playing with my kids, watching a movie or scrolling through Tik Tok, it’s not just because it helps me sell a book – it’s because it connects me to you, and potentially to other people; because it entertains me, it makes me feel accomplished and alive, an active member of a community; it makes me feel, with a little postmodern embarrassment, on a mission. If, after this work is over, we continue to “work”, it is because these ideals have survived.”