Media, New Media, Postmedia disponibile anche come ebook

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A dieci anni esatti dalla sua prima edizione, Media, New Media, Postmedia, la versione italiana di Beyond New Media Art, è ora disponibile anche come ebook alla metà del prezzo della versione cartacea. Il libro italiano, pubblicato nel 2010 da Postmedia Books, è stato oggetto di una riedizione nel 2018. Ora potete leggerlo anche in digitale, in formato Kindle e epub.

“Nel corso degli ultimi decenni, un complesso corpo di lavori è andato sviluppandosi all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia. Negli anni Novanta, con la crescente accessibilità delle nuove tecnologie e lo sviluppo della cultura digitale, questa ricerca è esplosa, conquistando una massa critica di artisti e dando vita a festival, centri d’arte specializzati e a un’intensa attività editoriale e pubblicistica. Nasce la New Media Art. Ma nonostante questa espansione, la New Media Art non è stata in grado di conquistare il mondo dell’arte contemporanea. A che cosa si deve tale scollamento di tradizioni? Perché la critica d’arte ufficiale stenta a integrare la New Media Art nella sua lettura del contemporaneo? Perché il mercato dell’arte fatica ad accogliere software, computer e rete come mezzi artistici? Perché molti artisti rifuggono l’etichetta di New Media Art mentre altri vi si rifugiano, esaltando la sua distanza dall’arte contemporanea? Media, New Media, Postmedia è il primo saggio che tenta di dare, a queste domande, una risposta organica: ripercorrendo le ragioni storiche dell’isolamento della New Media Art, e spiegando perché oggi, in un’era ormai pienamente postdigitale e postmediale, questo isolamento non abbia più senso di esistere.”

Art numerique: un art contemporain

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Exhibition View, Hito Steyerl, Hell Yeah We Fuck Die at Kunstmuseum Basel Gegenwart 2018 / Photo: Marc Asekhame / Courtesy: Andrew Kreps Gallery, New York

Written for and published in: Documents — Collecting digital art — Volume 2–2007–2018, Les presses du réel, Dijion, November 2018. Preface by Florian Bouquet and Marie-Claude Chitry-Clerc. Foreword by Valérie Perrin. Texts by Cécile Dazord and Domenico Quaranta. Co-published with the Espace multimédia Gantner. English — French, ISBN: 978–2–37896–019–3.

“Today, one must struggle, not — as Greenberg did — for the preservation of an avant-garde that is self sufficient and focused on the specificities of its means, but rather for the indeterminacy of art’s source code, its dispersion and dissemination, so that it remains impossible to pin down — in opposition to the hyperformatting that, paradoxically, distinguishes kitsch.” i

Digital art (at the time, mostly identified as Computer Art) came about in the early Sixties as an artistic response to the emergence of the computer and digital media, and as an articulation of one of the most interesting moments in the history of contemporary art — the one that, as it is widely recognized, shaped the contemporary art world and the very notion of contemporary art as we know it. In the effort to go beyond the Art Informel / Abstract Expressionist esperanto, that dominated the previous decade, artists started to look back at the Avantgardes, and to build upon that part of their legacy that was left discarded by the artistic movements active between the two World Wars: their attempt to merge art and life, to bring art everywhere and to make it with all the available means, thus rejecting the traditional media of modern art and experimenting with all available media, either borrowing them from other artistic fields (such as theatre) or from the world of industrial production, mass communication or technological innovation.

Media, New Media, Postmedia. Introduzione alla seconda edizione

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Cover image: Jon Rafman, Tokyo Red Eye (massage chair), 2015. Photo: Thierry Bal. Image courtesy of the artist

Media, New Media, Postmedia è stato scritto tra il 2008 e il 2010, per aiutare prima di tutto me stesso, l’autore, a venire a capo di quello strano conflitto tra mondi dell’arte di cui facevo, e faccio tutt’oggi esperienza quotidianamente, nel mio lavoro di docente, critico e curatore; per metterne a fuoco e spiegarne le dinamiche e le motivazioni profonde, per studiarne e illustrarne gli sviluppi storici, e per indicare una via d’uscita possibile. I mondi dell’arte a cui faccio riferimento sono il mondo dell’arte contemporanea “mainstream”, con la sua popolazione di artisti e professionisti e il suo paesaggio di musei, gallerie, biennali, premi, fiere, riviste; e il mondo della cosiddetta New Media Art, messo a punto tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta del Novecento per ospitare, sostenere, nutrire, discutere, valorizzare e conservare la sperimentazione artistica con le nuove tecnologie in una fase storica in cui queste ricerche erano, con poche eccezioni, ignorate dal mondo dell’arte. Il conflitto è, ovviamente, quello relativo al posizionamento di queste pratiche artistiche, in un momento — la svolta di Millennio — in cui, complice l’esplosione della rivoluzione digitale, il mondo dell’arte ha cominciato finalmente a riconoscerne la rilevanza e l’urgenza culturale.

#afterart

Reading Group

“if recognizing that we are living in a postmedia era is just a starting point, the integration of the art formerly known as New Media Art into the contemporary art world is, again, only the preliminary phase of a broader reconfiguration of art worlds. The continental drift has begun. When it will be over, we will be probably able to understand what the word “art” will mean in the new millennium.”

#postmedia

Reading Group

“Recognizing that we are living in a postmedia age is not a point of arrival, but a point of departure. It means recognizing that the digital revolution completely changed the conditions for the production and circulation of art, and that it is slowly but inevitably changing the ways in which art is experienced, discussed and owned. In these circumstances, art is becoming something completely different from what we were used to – and art worlds have to change accordingly, developing new values, new economies, new structures.”